Fonti · Il Malgrado
Lecchi l’ha fatto prima, malgrado Fenton
Il reportage fotografico realizzato da Roger Fenton durante la guerra di Crimea nel 1855 è tradizionalmente considerato il primo fotoreportage di guerra. Fenton realizzò centinaia di immagini di soldati e scenari bellici in un lavoro sistematico e concepito fin dall’origine per essere mostrato e commercializzato in Gran Bretagna. Fu inviato infatti in Crimea dall’editore Thomas Agnew & Sons; le fotografie erano destinate all’esposizione, alla vendita e a una larga diffusione presso il pubblico britannico, arrivando anche alla corte della regina Vittoria.
Sei anni prima, però, a Roma Stefano Lecchi fotografò su carta salata alcuni dei luoghi dell’assedio della Repubblica Romana del 1849: Porta San Pancrazio, il Vascello, i Quattro Venti, Villa Spada, le mura, le batterie e le fortificazioni. Non immortalò le fasi delle battaglie, limitandosi a documentarne le tracce e le conseguenze sul territorio.
Il Ministero della Cultura ha definito la sua serie «il primo reportage di guerra finora conosciuto», ma questa definizione ha bisogno di una precisazione.
Per Lecchi non conosciamo una committenza o un progetto editoriale comparabile a quello di Fenton. Le sue fotografie ebbero un’iniziale circolazione limitata, anche se alcune furono presto riprese e diffuse attraverso traduzioni litografiche.
È quindi possibile continuare a considerare quello di Fenton il primo grande reportage fotografico di guerra propriamente inteso, organizzato e destinato a un pubblico, senza necessità di modificare i manuali di storia della comunicazione e della propaganda.
Ma Lecchi aveva fotografato una guerra sei anni prima.
E, reportage o non reportage, rimane uno dei primi fotografi di guerra della storia.
Le fotografie
Una parte consistente della serie romana di Lecchi è conservata dalla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma, che possiede 41 carte salate e ha realizzato una mostra digitale interamente dedicata al fotografo e alla Repubblica Romana del 1849.
Altri esemplari sono conservati dal Getty Research Institute di Los Angeles, dalla Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli di Milano, dal J. Paul Getty Museum e in raccolte pubbliche e private.
Mostra digitale della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea →