L’Aurelio, o vicino Valcannuta
L’Aurelio, oggi indicato da Roma Capitale come quartiere all’interno dell’omonimo municipio, è uno degli scenari in cui si svolgono le vicende de Il malgrado e de La cagione.
È un’ex campagna punteggiata di casali, che non ha lasciato molte tracce nell’arte né nella storia. Per la maggior parte è costituita da terre che appartengono al papa fin dai tempi della Donazione di Costantino — malgrado Lorenzo Valla.
L’area all’interno del bivio tra la Via Aurelia Antica e la Via Aurelia, l’antica strada di Civitavecchia, si chiama La Punta. Il nodo è immediatamente vicino alla Torretta Troili, nella Val Canuta o Valcannuta. Oggi del toponimo La Punta rimane soprattutto l’intitolazione della scuola dell’infanzia comunale.
Questo ex suburbio non ha miti o, almeno, ne ha pochi: l’arrivo a cavallo di Mogol e Battisti; la tappa romana della Mille Miglia al Motel Agip di via Aurelia; i concorsi e i congressi negli alberghi; il passaggio di barbari, papi, imperatori e capi di Stato.
Vivo nello stesso posto da più di quarant’anni, salvo quelli trascorsi in Spagna. Quassù, sull’altipiano, secondo alcuni c’è un microclima tutto nostro, cesellato dai venti e dal verde.
Qui raccolgo e condivido tutte le fonti sulla storia dell’Aurelio — e dunque anche di Valcannuta, Val Canuta, La Punta, Torretta Troili, Via Aurelia Antica, Via Aurelia, San Pio V, Villa Carpegna e della strada di Civitavecchia — che ho trovato negli anni. Per la Maglianella ho raccolto una pagina autonoma con documenti e fonti specifiche. Bandi, fogli volanti e altre fonti primarie del 1849 sono raccolti anche nelle Carte del Malgrado.
Dumas e l’Aurelio
Il 29 aprile 1849, alla vigilia dell’attacco francese a Roma, una ricognizione composta dal capitano Oudinot, un ufficiale d’ordinanza e quindici cavalleggeri avanzò lungo l’Aurelia fino al punto in cui si dividevano «le due strade Aurelie, antica e nuova». Qui incontrò gli avamposti della Repubblica Romana. Dopo un breve confronto si aprì il fuoco: i francesi ripiegarono e un loro soldato, rimasto bloccato sotto il cavallo abbattuto, fu catturato e condotto a Roma.
Il racconto compare nelle Mémoires de Garibaldi pubblicate da Alexandre Dumas. Le due pagine seguenti conservano il passo relativo al primo contatto del 29 aprile lungo l’Aurelia.
Le tre tavole di Raffet tra Maglianella e Aurelio
Il giorno seguente al primo contatto raccontato da Dumas, Raffet fissò in tre tavole consecutive l’avanzata francese del 30 aprile 1849: l’arrivo alla Maglianella, la vista di San Pietro lasciando la Maglianella e l’attacco verso porta Cavalleggeri, cioè il margine urbano dell’Aurelio.