Il Malgrado
Il malgrado (2024) è il mio primo romanzo. Il secondo è La Cagione (2026). Il malgrado è ambientato nei giorni della Repubblica Romana del 1849, non quella napoleonica. Il volume è basato anche sul materiale raccolto per la mia tesi di laurea (2007) in Storia delle idee politiche e sociali, scritta sotto la direzione del professor Luciano Russi, che era un pisacaniano.
Volevo scrivere un romanzo diverso da quelli che mi hanno regalato con il passaggio di natali e compleanni, dove i protagonisti non parlassero come in una fiction pomeridiana e si vivesse la realtà cittadina fuori dai luoghi comuni diffusi da alcune opere cinematografiche. L’ho voluto ambientare anche nell’attuale suburbio, o quartiere, Aurelio, perché questo è un quadrante senza una sua letteratura. I fatti del 1849 sono, insieme ai passaggi di papi ed imperatori, alle invasioni barbare e alle incursioni saracene, i miti fondativi del territorio ed era possibile ‘trattarlo’ come se fosse ‘provincia’ e non città.
Una parte della documentazione storica utilizzata per il romanzo è raccolta nelle Carte del Malgrado. Parte del romanzo si svolge al chiuso, perché le osterie di Roma nell’Ottocento sono state i muti scenari dove il vociare del popolo si è mescolato con quello dei pensatori politici a cui ora sono intitolati licei in tutta Italia e le grida del gioco delle carte coprivano la severa lettura dei manifesti che venivano pubblicati nell’Europa in fiamme.