Nel 1937, mentre Picasso ultimava Guernica, Josep Maria Sert, zio dell’architetto del padiglione repubblicano, realizzò per la cappella spagnola del Padiglione Pontificio dell’Esposizione Internazionale di Parigi l’Intercesión de santa Teresa de Jesús en la Guerra Civil española. Il carattere politico dell’opera è documentato senza ambiguità: il cardinale Isidro Gomá, uno dei committenti, la considerava un’operazione di «propaganda nacional». Gomá chiese fondi a Franco, tramite Ramón Serrano Suñer e il cappellano del generale, e lo Stato franchista contribuì economicamente in due occasioni.
La composizione rappresenta santa Teresa mentre intercede per i «martiri» della guerra civile, così come venivano presentati dalla propaganda antirepubblicana. Nella parte inferiore si osserva l’incendio della cattedrale di Vic, dove Sert aveva realizzato uno dei suoi principali cicli decorativi.
L’elemento più insolito è Cristo. Sert non lo dispone verticalmente sulla croce, ma quasi orizzontale, fortemente scorciato, mentre scende dall’alto verso santa Teresa. Osservando la composizione, le braccia aperte lateralmente e la traiettoria di discesa dall’alto potevano richiamare quella di un bombardiere. La stessa soluzione figurativa dell’autore ricompare pochi anni dopo. Nel progetto Camino de la Victoria per l’Alcázar di Toledo, del 1943, un Cristo volante sovrasta Franco a cavallo e le truppe in avanzata.
La componente politica dell’immagine era ancora più esplicita di quanto risultasse dalla fotografia attuale: ai lati della composizione figuravano infatti le Colonne d’Ercole con “PLUS ULTRA”, accompagnate dai colori rosso e giallo della Spagna nazionalista. Il commissario francese del Padiglione Pontificio ne avrebbe però imposto la cancellazione. Un articolo di ABC-Sevilla da Parigi puntualizza, nel confrontare il Padiglione Vaticano con quello repubblicano spagnolo: «Aquí una referencia piadosa y sobrehumana de la tragedia fratricida […]; allí, la rabia impotente de una casta opresora y desnacionalizada».
Dopo la chiusura dell’Expo il quadro ebbe una storia particolare. Un verbale del Comune di Palamós del 1945 registra una vicenda relativa all’altro grande dipinto di Sert conservato nel municipio catalano, La República dels pescadors. Secondo la ricostruzione pubblicata da La Vanguardia, Sert avrebbe proposto al Comune di scambiare quel quadro con la sua opera su Santa Teresa esposta nel Padiglione Vaticano a Parigi nel 1937. Il Comune rifiutò.
L’originale, un olio su tela di 648 × 359 cm, è oggi conservato al Museu Nacional d’Art de Catalunya di Barcellona, inventario 042115-000, e non è esposto stabilmente.
La scheda e l’immagine dell’originale al MNAC
Per confrontare la composizione definitiva con la sua elaborazione è conservato al Museo Reina Sofía un bozzetto di 82 × 49,8 cm, inventario DE02144.
Il bozzetto al Museo Reina Sofía
Ángel Llorente, La representación en el arte franquista del mito del Alcázar de Toledo
Oliver e Cabezas, studio sul Crocifisso in Sert, Dalí e san Giovanni della Croce
Moreno Luzón, articolo completo su Hispania
Llorente sul progetto dell’Alcázar
Per il contesto dell’allestimento originario è inoltre consultabile il Guide du pavillon pontifical, pubblicato a Parigi nel 1937.
Guide du pavillon pontifical — Bibliothèque nationale de France