La cagione, il mio secondo romanzo, comincia nella Spina di Borgo, un luogo che ora non esiste più.

La Spina prima della demolizione
Fra Castel Sant’Angelo e piazza San Pietro sorgeva un lungo isolato compreso tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo. Piazze, case, botteghe, chiese e palazzi formavano un tessuto urbano poi sostituito dall’asse di via della Conciliazione.

La demolizione, 1936–1937
Il 29 ottobre 1936 iniziarono ufficialmente le demolizioni della Spina. Nell’ottobre 1937 l’isolato centrale era stato abbattuto. La sistemazione di via della Conciliazione fu completata nel 1950.


Dov’è finita la Spina? Monumenti e opere trasferite
La fontana di piazza Scossacavalli. Realizzata da Carlo Maderno nel 1614, fu smontata durante le demolizioni e ricomposta nel 1957–1958 in piazza Sant’Andrea della Valle.

La fontana dei Delfini. Originariamente presso piazza Pia, venne smontata durante le trasformazioni di Borgo e ricollocata all’interno della Città del Vaticano.
La fontana delle Palle di Cannone. Opera novecentesca di Pietro Lombardi, fu smontata e ricostruita a poca distanza dalla collocazione precedente, in via di Porta Castello.
Il beveratoio di piazza Scossacavalli. È segnalato un trasferimento nella zona di Tomba di Nerone, sulla via Cassia. La sua identificazione sul posto richiede ulteriore verifica.
Gli affreschi di San Giacomo a Scossacavalli. Parte della decorazione pittorica della chiesa demolita è conservata al Museo di Roma.
Palazzi smontati e ricostruiti
Il Palazzo dei Convertendi, il palazzetto di Jacopo da Brescia e il Palazzo Rusticucci-Accoramboni vennero ricostruiti o riproposti nella sistemazione del nuovo Borgo, con differenti gradi di reimpiego dei materiali antichi. Non vanno confusi con edifici rimasti nella loro posizione originaria.
Fonti e crediti
Musei Capitolini, La Spina. Dall’agro vaticano a via della Conciliazione; Archivio Luce, fotografie di Pietro Canton del 1937; Giuseppe Vasi, veduta di San Giacomo a Scossacavalli; schede storico-artistiche di Roma Capitale. Le fotografie e le stampe riprodotte provengono da Wikimedia Commons; attribuzioni e condizioni di riuso sono indicate nelle didascalie.